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40 anni fa il Parlamento approvava la legge sull’obiezione di coscienza. Ieri un altro Parlamento ha approvato una legge di segno opposto.

di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace


Ieri sera il Parlamento ha approvato la legge che delega al prossimo governo la riforma delle Forze Armate. Ho ascoltato le ultime battute di questa vicenda seduto accanto alle donne che si portano sulle spalle il peso intero di una famiglia che non ce la fa, a quelle che fanno due/tre lavori per arrivare a fine mese, agli uomini disperati a cui è stato tolto il lavoro e che oggi si sentono uno zero, ai dipendenti e artigiani che stanno lottando con le unghie e con i denti per difendere il proprio lavoro, ai nuovi poveri che fanno la fila alle mense della Caritas e provano vergogna per quello che non avevano mai immaginato di dover fare, ai giovani che trovano le porte chiuse dell’università e del mondo del lavoro, alle famiglie di anziani che stanno sempre peggio, a quelle che sostengono delle persone con disabilità e sono state lasciate sole. E oggi sono ancora qui, seduto accanto a loro, a cercar di dare un senso a quello che è successo. Ma un senso non c’è.

Che le forze armate abbiano dei problemi non v’è dubbio. Ma di questi tempi i problemi ce l’hanno in tanti. Il Parlamento ha scelto di occuparsi dell’esercito come non ha fatto per nessun altro. Poveri, disoccupati, inoccupati, esodati, precari, bisognosi, nessuno ha ricevuto tanta attenzione, tanta dedizione quanto questo piano per le forze armate. In soli 6 mesi questo parlamento ha approvato una legge che garantisce ai generali più di 230.000 milioni di euro per i prossimi 12 anni. Roba da guinness dei primati. Cosa posso dire a tutta questa gente che ho a fianco e che non sa più dove andare a sbattere la testa? Che il futuro delle forze armate è più importante del loro? Che fare la guerra in giro per il mondo è più importante che dichiarare guerra alla miseria e alla disoccupazione? Che comprare gli F-35 è più importante che dare un po’ d’aiuto a chi ne ha disperato bisogno?

40 anni fa, il 12 dicembre 1972, il Parlamento approvava la legge che riconosceva il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare e istituiva il servizio civile alternativo. Ieri un altro Parlamento, figlio di una pessima legge elettorale e di una politica peggiore, ha approvato un’altra legge ma di segno opposto. Al posto dell’obiezione (alle armi) c’è l’obbedienza (alla lobby delle armi). Al posto della coscienza (personale) c’è l’incoscienza (collettiva). Al posto del servizio civile c’è il servizio ai generali. Al posto dei valori (della pace, del disarmo, della solidarietà, della condivisione, della partecipazione e dell’educazione) ci sono i dolori provocati da una riforma che taglia 43.000 posti di lavoro per comprare altre bombe e organizzare altre guerre. Non c’era modo peggiore di chiudere questa legislatura.

Il fatto più grave, tra i molti che non smetteremo di denunciare, è il furto di libertà e democrazia perpetrato ai danni del prossimo parlamento e, quindi, di noi tutti. Si può delegare un governo a fare una riforma. Non un governo dimissionario. Non su una materia così delicata. Non c’era nessun bisogno di farlo. C’erano solo, in fin dei conti, la pretesa e la paura. La pretesa dell’Ammiraglio Di Paola di fare tutto da solo. E la paura della cattiva politica di doversi confrontare con un parlamento (il prossimo) che immagina peggiore di questo. Ieri hanno vinto loro ma domani dovranno fare i conti con le conseguenze delle loro decisioni. E soprattutto con tutta quella gente che non sopporta più di veder buttare tanti soldi inutilmente. Intanto la partita si fa politica, entra nella campagna elettorale e investe tutte le forze che si candidano a cambiare per davvero. Diamo all’Italia un governo di pace.

Flavio Lotti, Coordinatore nazionale della Tavola della pace

Perugia, 12 dicembre 2012

logolibpaceSmettiamo di giocare alla guerra!!!

Invia subito una Mail
contro la legge che aumenta le spese militari


Scrivi ai deputati che questa settimana voteranno
il disegno di legge delega di revisione delle Forze Armate

Cara amica, caro amico,

questa settimana i deputati voteranno la legge delega di revisione delle Forze Armate. Con uno scatto da record la Commissione Difesa ha studiato e discusso la legge in sole 8 ore e 40 minuti. In pratica una sola giornata di lavoro per fare quella riforma delle FFAA che non fatto negli ultimi 20 anni.

Ma si può trattare in questo modo una riforma così importante? Avete mai visto i parlamentari precipitarsi in questo modo dinanzi al dramma della povertà, della disoccupazione, dell’esclusione sociale, della corruzione o delle mafie? No. Queste cose si fanno solo per gli F35 e per la potente lobby del complesso militare-industriale.

Il Ministro Giampaolo Di Paola pretende di scrivere anche i decreti attuativi della riforma pur essendo alla fine della legislatura.In altre parole i militari pretendono di decidere da soli come riorganizzare le forze armate, temono il risultato delle prossime elezioni e il Parlamento si fa da parte. Uno scandalo insopportabile. A nulla sono valsi gli inviti a precisare e migliorare il testo della delega. A nulla sono valsi i nostri appelli al buon senso e le nostre osservazioni puntuali.

Per questo ti chiediamo di inviare subito una mail ai deputati.
Vai sul sito della Camera dei deputati (http://www.camera.it/28), seleziona la scheda di un deputato e invia il tuo appello.

qui sotto  trovi l’appello sottoscritto da tantissime organizzazioni e la lettera tipo da inviare ai parlamentari. http://www.perlapace.it.

Non restare in silenzio. Scrivi ora! Passaparola!

Fallo per tutti quelli che stanno pagando il prezzo più alto della crisi e delle decisioni sbagliate di chi ci governa. Questa è una delle peggiori!

Flavio Lotti
Coordinatore Nazionale della Tavola della pace

Perugia, 3 dicembre 2012

Appello urgente alla Camera dei Deputati

Cari Deputati, pensateci bene!

 

Dal 13 novembre 2012 la Camera dei Deputati sta discutendo il disegno di legge delega di revisione dello strumento militare presentato dal solo ministro della Difesa Giampaolo Di Paola che:

 

  1. taglia il personale per comperare i cacciabombardieri F35 e altre armi;
  2. trasforma le Forze Armate in uno strumento da guerre ad alta intensità incompatibile con l’articolo 11 della Costituzione;
  3. costringerà i comuni alluvionati o colpiti da una catastrofe naturale a pagare il conto dell’intervento dei militari;
  4. non prevede alcuna cancellazione degli sprechi e dei privilegi né una vera riqualificazione della spesa militare;
  5. impegna 230 miliardi per i prossimi 12 anni senza aumentare di un solo grado la nostra sicurezza;
  6. aumenta di fatto la spesa pubblica.

 

Mentre si tagliano i servizi alle persone e agli enti locali che li devono fornire e milioni di famiglie non ce la fanno più, noi sottoscritti chiediamo ai Deputati di cambiare questa legge delega e di avviare una seria riforma delle forze armate coerente con una nuova idea di sicurezza e una nuova visione del ruolo dell’Italia in Europa e nel mondo e compatibile con le possibilità economiche del Paese.

 

Per adesioni e informazioni:

Tavola della Pace

via della viola 1 (06122) Perugia – Tel. 335.6590356 – 075/5736890 – fax 075/5739337 email segreteria@perlapace.itwww.perlapace.it

Nessuna parola di condanna della violenza, nessuna parola di compassione per le centinaia di morti e feriti innocenti causati da questa nuova escalation.

Il Ministro Terzi si limita a dire che “è un momento molto preoccupante” e che “è necessaria e urgente un’azione che riduca le tensioni, dia sicurezza a Israele e restituisca un minimo di tranquillità alla Striscia di Gaza”. Avete letto bene. La priorità per l’Italia è ridare sicurezza a Israele e restituire un minimo di tranquillità alla Striscia di Gaza. Un minino, mi raccomando, che di tranquillità i palestinesi di Gaza non ne abbiano troppa.

Nessun cenno alla necessità di fermare subito l’escalation. Nessun appello alle parti. L’Italia, lascia intendere il ministro, non vuole interferire con la strategia del governo israeliano.

Sono indignato! E sento il dovere di dirlo ad alta voce. Questo atteggiamento è profondamente contrario al buon senso, al diritto e alla legalità internazionale, ai valori e ai principi iscritti nella nostra Costituzione come agli interessi del nostro paese. E va cambiato. Chi non è d’accordo con il ministro degli Esteri Giulio Terzi parli forte e chiaro: L’Italia e l’Europa devono adoperarsi subito per spegnere l’incendio, non alimentarlo. La pace in Medio Oriente non ha bisogno di Terzi ma di un “Terzo” che costringa le parti a fermare l’escalation della violenza e a imboccare per davvero la via della pace, della giustizia e della riconciliazione. Diamo all’Italia una politica di pace!

Flavio Lotti
Coordinatore nazionale della Tavola della pace